Notizie da Gallipoli

Strappo del Pd dopo il rimpasto di giunta. Il sindaco Errico: "Accordo o tutti a casa"

La vice sindaco si è dimessa. Dopo la chiamata nell'esecutivo di Sandro Quintana e Mery Cataldi i democratici rompono con il primo cittadino. Caiffa (Udc): "Non saremo stampella di questo esecutivo". Anche Sel sugli scudi: "Le nomine sono un sfregio alla città"

Palazzo Balsamo.

GALLIPOLI – Dal rimpasto di giunta alle polemiche senza fine. E il sindaco Francesco Errico ha finito per scontentare tutti e ora si ritrova, conti alla mano, senza i numeri necessari per assemblare la nuova maggioranza. E ora dovrà  nuovamente riavvolgere il nastro nel tentativo di ricomporre una nuova compagine di supporto al governo dell’Errico bis.

Impresa ardua e complicata alla luce degli ultime scossoni a palazzo. Altrimenti la dura legge dei numeri, da verificare al prossimo Consiglio comunale utile (ieri nel tardo pomeriggio è stata convocata in Comune una riunione dei capigruppo che ha definito nel 27 e 30 luglio prossimo le sedute decisive per le determinazioni su linee programmatiche e bilancio di previsione) porterà alla presa d’atto della mancanza di una condivisione e di una maggioranza qualificata e alle nuove dimissioni del primo cittadino.

L’atto di forza e provocatorio di Errico, che ha inteso rivendicare le proprie prerogative nelle scelte fiduciarie della squadra di governo, ha finito per riaprire i segnali di crisi nella già vacillante maggioranza. La nomina, mai condivisa anche in passato, di Sandro Quintana e anche quella di un’esponente del centrodestra a Sannicola, ha portato alla presa di distanze immediata della segretaria e del gruppo del Pd gallipolino. E ieri mattina, alla buon ora, il vicesindaco Antonella Greco ha protocollato le sue dimissioni e rimesso le sue deleghe nelle mani del sindaco.

Il Pd ha inteso revocare il suo assessore di riferimento e ora con i due consiglieri Enzo Mariello e Paolo Piccolo, si chiama fuori dall’Errico bis. Una nota ufficiale  a firma del coordinatore cittadino dei democratici, Silvio Bardi e dei due consiglieri comunali in carica conferma lo strappo. “Il circolo Pd di Gallipoli, nella persona del suo coordinatore Silvio Bardi, e il gruppo consiliare composto da Enzo Mariello e Paolo Piccolo, in accordo con la federazione provinciale, con i rappresentanti regionali e nazionali del nostro partito” si legge nella nota, “in seguito alle inconcepibili ed estemporanee iniziative assunte dal sindaco Francesco Errico che di fatto stravolgono clamorosamente l’originale assetto dell’amministrazione comunale di centro sinistra, comunicano, dopo aver condiviso le dimissioni irrevocabili della vice sindaco Antonella Greco, di ritirare la fiducia sin qui accordata all’amministrazione Errico. Ritengono purtroppo definitivamente conclusa, con grande amarezza, un’esperienza che il Pd di Gallipoli nel corso di questi anni aveva affrontato con grande entusiasmo, impegno, serietà e abnegazione. Rimane” conclude la nota, “un grande rammarico per non aver potuto portare a compimento quel percorso  che era stato delineato e di cui si cominciavano a vedere i primi frutti”.

Una nuova grana per il primo cittadino che spera in un ripensamento degli alleati della prima ora e di ricompattare, intorno alle linee programmatiche del governo di salute pubblica, una nuova maggioranza con i dieci consiglieri già firmatari della piattaforma programmatica. “Spero che il Pd possa ripensarci e condividere il nuovo percorso” dice il sindaco Errico, “altrimenti non essendo attaccato alla poltrona posso subito dimettermi e andiamo tutti a casa. Gli assessori sono prerogativa del sindaco e io ho fatto le mie scelte. Vedremo. Di certo respingerò le dimissioni del vicesindaco”.

Scelte che hanno scatenato le reazioni più disparate all’ombra di Palazzo Balsamo. E che rischiano di non far tornare i conti, salvo nuove alleanze o chiarimenti meno istintivi e più ponderati tra i vari gruppi politici legati ad Errico. La nomina di Sandro Quintana, ex Udc e consigliere provinciale, non sembra al momento ricucire lo strappo con i dissidenti centristi. “Il gruppo consiliare Udc non sarà mai stampella dell’Errico bis” precisa il capogruppo e componente nazionale del partito, Luigi Caiffa. “Il caro sindaco Errico non ha mai cercato il dialogo con il partito di Centro. In qualità di capogruppo in Consiglio comunale dell’Udc” incalza Caiffa, “ribadisco quanto affermato mesi fa sui manifesti e nelle note ufficiali ai tempi dell’avvio della crisi amministrativa: bisogna azzerare tutti gli incarichi e la giunta e riavviare un governo con forze politiche espressione del centrosinistra, sul modello della coalizione che regge il nuovo governo regionale del presidente Emiliano, ed epurandolo da qualsivoglia rappresentate del centrodestra”. Su tale esternazione Errico è stato lapidario: “Allora meglio monco,  che avere come stampella Caiffa e company”.

E tra le compagine politiche cittadine anche Sel stigmatizza, e non poco, le ultime scelte legate alla nuova giunta. Esprimendo nel contempo apprezzamento “per le immediate dimissioni rassegnate dalla vice sindaco Antonella Greco e per la netta presa di posizione dei rappresentanti del Pd che finalmente prendono atto che  non ci sono le condizioni  per proporre  un governo di centro sinistra imperniato sulla figura di Errico che invitiamo a dimettersi nell’esclusivo interesse della città”. Nel merito delle nomine, il  segretario cittadino  di Sel, Massimo Esposito, va giù duro.

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“La nomina degli assessori Sandro Quintana e Mary Cataldi segnano di fatto l’ultimo sfregio, perpetrato a danno della nostra città, fatto dall’amministrazione Errico” attacca Esposito, “non potendoci appellare alla coerenza di Quintana, già noto per le inversioni di rotta in base al vento delle opportunità, esoso dazio pagato dal sindaco al binomio Ruggeri-Negro, ci lascia perplessi la totale mancanza di dignità ed orgoglio politico dimostrata dal primo cittadino considerando il fatto che per tre anni lo stesso Quintana lo ha ricoperto di insulti  ed inviti reiterati alle dimissioni bollandolo di incapacità amministrativa. Per quanto riguarda la nomina di Mary Cataldi, già non ritenuta all’altezza di fare l’assessore a Sannicola dal sindaco Piccione” prosegue il segretario di Sel, “nonostante la sua  giunta esprimesse una donna in meno in barba alla legge sulla parità di genere,  la sua reputazione la precede non per fatti positivi di buona amministrazione, ma altresì per le sue uscite che hanno messo fortemente in imbarazzo l’amministrazione e l’intera città di Sannicola. A questo si aggiunge la puzza di vecchia politica” conclude Esposito, “che accompagna questa nomina probabilmente imposta anch’essa al sindaco, considerato il fatto che la neo assessore non è gallipolina e anche alla luce della giovane età rispetto a deleghe come i Lavori pubblici che richiedono grande esperienza nel settore”. 

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