Notizie da Gallipoli

Tutti da Vendola per il Sacro Cuore. “Carte in regola per tenere Ostetricia”

Dopo l'assemblea pubblica incentrata sul futuro dell'ospedale gallipolino pronto un documento che sarà consegnato alla Regione per difendere le "ragioni" del punto nascita e del potenziamento della struttura. "Vendola stiamo arrivando"

Un momento dell'incontro

GALLIPOLI - La volontà è unanime. Senza distinzioni di casacca e di fede partitica di appartenenza da salvaguardare. E con la redazione di un documento e una relazione forte e dettagliata che certifichi, ancora una volta, le ragioni e le peculiarità oggettive (per altro visionate da vicino con le visite in ospedale dell’assessore Gentile e dello stesso presidente Vendola durante la cerimonia d’inaugurazione della Rianimazione) che consentano di salvaguardare il nosocomio evitando tagli poco chirurgici, ma al contrario deleteri, come quello nuovamente paventato del reparto di Ostetricia e ginecologia. Un documento “rafforzativo” di quanto già deliberato anche dal Consiglio comunale gallipolino che già lo scorso anno aveva fatto voti unanimi per consegnare alla giunta regionale le motivazioni a supporto della revisione delle previsioni del Piano di rientro sanitario. Ora a vantaggio del Sacro Cuore giocano, e non poco, l’attivazione della divisione di Terapia intensiva e la futura costituzione del Trauma center regionale.

Oltre al fatto che la Regione è ora fuori dal tunnel del piano di rientro e del “contratto” stipulato con il Governo per ripianare il deficit sanitario. E solo con pochi ritocchi, soprattutto sulla dotazione organica e il personale, anche la divisione di Cardiologia, annoverata tra i reparti più efficienti in Italia, potrebbe costituire un polo di eccellenza. E senza contare la posizione strategica, le vie di collegamento e la struttura antisismica, e l’offerta di salute estesa anche alla copiosa popolazione turistica del periodo estivo. E ancora che nella pianta organica il Sacro Cuore, con l’assunzione del personale, è già predisposto ad attivare le divisioni di Medicina 2 e Lungodegenza. Tutto e tanto altro ancora sarà nuovamente messo nero su bianco e consegnato, brevi manu, direttamente al governatore Nichi Vendola. Perché ora un gruppo di lavoro e una delegazione con in  testa il sindaco Francesco Errico, muoverà direttamente su Bari per argomentare le ragioni vergate sul documento.                      

Sul diritto inalienabile alla salute e alla sicurezza di pazienti e partorienti la comunità gallipolina non intende transigere. E le carte sarebbero più che in regola per salvare il punto nascita del Sacro Cuore di Gesù. E non solo quello visto che, ora più che mai, il presidio ospedaliero gallipolino rivendica la necessità di essere “riempito” di personale medico e sanitario e di servizi appannaggio dell’hinterland ionico e del corposo bacino turistico. Concetti cardine ribaditi nel serrato confronto che si è svolto nella sala comunale di via Pavia nell’ambito dell’assemblea convocata su input dell’amministrazione comunale retta dal sindaco Francesco Errico e dell’associazione “Ospedale Sacro Cuore di Gesù”, rappresentata da Giacinto Scigliuzzo, alla quale hanno preso parte il consigliere regionale Antonio Barba e il consigliere provinciale Sandro Quintana, oltre alle forze politiche di maggioranza e minoranza, tutte le forze politiche locali, i rappresentanti dei movimenti e delle associazioni, i rappresentati del Tribunale del malato,  i componenti della Consulta civica e della Commissione pari opportunità, le autorità locali, i dipendenti ospedalieri, gli operatori turistici, e tutti coloro che hanno a cuore le sorti del reparto e la sopravvivenza dell’ospedale.

Un confronto serrato e anche pungente. Ma alla fine indirizzato verso l’obiettivo comune e  auspicato. L’incontro d’altro canto aveva lo scopo di raccogliere suggerimenti e proposte utili alla stesura di un documento coerente, dettagliato e motivato per palesare alle istituzioni regionali la posizione ferma e coesa della città, e volto ad affermare il diritto alla salute dei cittadini, tenuto conto anche del ruolo strategico di Gallipoli per l’intero arco ionico e del carico antropico cui è sottoposta nel periodo estivo. Alla necessità di confrontarsi direttamente con Vendola avanzata dal consigliere regionale Antonio Barba (che ha ricordato anche come sin dal 2010 ha presentato interrogazioni ed ha tenuto alta la guardia con incontri anche con l’ex assessore regionale Fiore), ha fatto seguito la proposta di sintesi del sindaco Errico che ha disposto la stesura del documento con il quale presentarsi direttamente in Regione per un faccia a faccia con il governatore.

Per il consigliere provinciale Sandro Quintana, che ha rimarcato la necessità di potenziare la struttura ospedaliera di pari passo con l’assunzione del personale ad oggi carente, l’unica via d’uscita risiede nella volontà politica di cambiare la “frettolosa” delibera della giunta regionale del dicembre 2012 nella quale veniva previsto il taglio dei punti nascita tra cui quello di Gallipoli. Una battaglia comunque bipartisan che ha visto prendere posizione forte, ma  anche “rassicurante”, il gruppo del Pd con il vicesindaco Antonella Greco, e la consigliera Titti Cataldi della Puglia per Vendola. Che hanno rimarcato, spazzando mere polemiche strumentali, “che l’attenzione del governo regionale verso la struttura ospedaliera gallipolina è sempre alta”.DSCN2541-2

Prova starebbe nel fatto che proprio le previsioni originarie del Piano di rientro sanitario ponevano il Sacro Cuore nella black list delle strutture da chiudere  o da ridimensionare. La volontà politica sino ad oggi, invece, ha scongiurato tale ipotesi e lasciato ora aperta solo la ferita del possibile taglio di Ostetricia. E la Greco e la Cataldi non hanno inteso concedere sconti. Auspicando che anche le potenziali “rassicurazioni” rivenienti da Bari sulla possibilità di “rivedere quella delibera”, possano trovare attuazione già nella commissione Sanità che si riunisce in queste ore in Regione. E quindi si possa disporre di mantenere il punto nascita di Gallipoli, accorpando ad esso, eventualmente, altri punti nascita alla luce delle nuove soglie numeriche imposte dal ministero della Sanità che prevede strutture operative con almeno mille (e non più 500) nascite all’anno.

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Anche i referenti territoriali di Sel, che hanno avuto un primo confronto con il direttore della Asl, Valdo Mellone, hanno già investito della problematica il consigliere di riferimento Antonio Galati che ha già ha smosso le acque sul nodo delle nuove assunzioni sbloccate nel comparto sanitario che riverserebbero nelle strutture del Salento poco meno di trenta unità. Ma ora l’ultima parola spetta  solo a Vendola e al governo regionale.   

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