Notizie da Gallipoli

Dopo le caldaie, a Gallipoli spariscono i catalizzatori delle automobili

Nella stessa notte, due casi in vie vicine. Recisi in due parti i tubi di scarico sottostanti le scocche di un Doblò e di un Ulysse

Auto della polizia a Gallipoli (repertorio).

GALLIPOLI – Furti bizzarri, atto secondo. Dopo la sparizione di undici caldaie di un unico condominio, Gallipoli continua a regalare casi piuttosto singolari. Immaginarsi le facce degli agenti di polizia del commissariato che ieri mattina, a stretto giro, si sono visti arrivare in ufficio due cittadini, che non si conoscono fra loro, ma entrambi vittime dello stesso, identico furto: la sparizione dei catalizzatori delle rispettive automobili.

Uno solo già sarebbe un episodio curioso, ma comunque forse destinato a non fare molto rumore. Ma quando le vicende diventano due e si sovrappongono, è normale che la reazione degli stessi agenti di polizia diretti dal vicequestore aggiunto Marta De Bellislasciato non possa essere che di perplessità. 

Un altro aspetto è interessante. Come deve essere stata opera di soggetti esperti e con doti acrobatiche, tanto da arrampicarsi sui balconi, il furto delle caldaie in un residence della zona di Lido San Giovanni, i ladri “ambientalisti” smaniosi d’impossessarsi dei catalizzatori, devono essere stati di certo motlo pratici di motori e parti meccaniche. Perché nel più breve tempo possibile, per non rischiare di essere notati, si sono dovuti infilare sotto le auto e recidere in due parti i tubi di scarico sottostanti le scocche.

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I fatti sono avvenuti in strade non molto distanti fra loro, via della Costituzione e via Carlo Massa, zone non proprio vicine al centro, di nuova espansione, dove sorgono principalmente villette a schiera.  E non sembrano scelti a caso i veicoli: un Fiat Doblò e un Fiat Ulysse (non proprio nuovi, peraltro), sufficientemente alti da permettere di “lavorare” al di sotto con meno difficoltà rispetto ad altri modelli. Entrambi i furti, dunque, risalgono alla notte fra il 26 e il 27 gennaio. E ora i poliziotti stanno cercando di capire se nei dintorni vi siano videocamere che abbiano immortalato passaggi sospetti.

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