Notizie da Gallipoli

L’ultimo viaggio della Blue Sky. Da Gallipoli rimorchiata nel porto di Taranto

A quasi un anno dall’attracco lungo la banchina del porto di Gallipoli si avvia la procedura per la demolizione della motonave che trasportò 796 migranti. Il cargo rimorchiato all’alba è stato scortato verso il Mar Grande. La procedura disposta della Procura senza costi per lo Stato

Il porto di Gallipoli

GALLIPOLI – A quasi un anno esatto dal suo approdo presso la banchina del molo foraneo, con a bordo il suo carico di migranti, all’alba di oggi la motonave Blue Sky M ha lasciato il porto di Gallipoli per essere trasferito nell’area portuale di Taranto. Le procedure coordinate dalla capitaneria di porto hanno preso avvio nella prima mattinata con l’arrivo del rimorchiatore “Franco P” che sta accompagnando il cargo nella sua ultima navigazione prima delle operazioni di demolizione che si effettueranno nel porto tarantino e a casto zero per lo Stato.

La nave, battente bandiera moldava, ancorata per quasi dodici mesi presso la banchina oggi intitolata a Salvatore Fitto, era giunta nel porto mercantile di Gallipoli nella notte tra il 30 e il 31 dicembre scorsi con il suo carico umano di 796 migranti non regolari (per lo più di nazionalità siriana), fatti poi sbarcare e assistiti nella cittadina ionica prima di essere smistati nei vari centri di accoglienza. Da quel momento in poi la nave posta sotto sequestro è rimasta ormeggiata nel porto gallipolino in attesa di conoscere il proprio destino legato anche alla vicenda giudiziaria e all’attività della Procura. 

E come spiegato dal comando della guardia costiera di Gallipoli la Blue Sky M è stata oggetto di un particolare iter giuridico e amministrativo finalizzato all'individuazione della ditta (iscritta in un particolare albo tenuto dal Ministero dell’economia e finanze), ed in grado di effettuarne la demolizione nel rispetto delle vigenti normative in campo ambientale, ma nel contempo a costo zero per l’amministrazione dello Stato.

(Video: la nave)

Una  procedura curata in prima persona dal procuratore  Cataldo Motta, e dal coordinatore del pool immigrazione costituito dalla procura di Lecce, Guglielmo Cataldi, e che ha consentito, per la prima volta in Italia un cospicuo risparmio per le casse dell’erario. Difatti la ditta individuata, la Al.Mer. Srl di Taranto, ha provveduto a propria cura e spese ad allestire l’unità in modo da consentire il trasferimento in sicurezza della motonave da Gallipoli a Taranto a rimorchio.

Peraltro, in virtù dell’atto disposto sempre  dalla Procura, la ditta incaricata, oltre a provvedere al rimorchio ed alla successiva demolizione dell’unità senza alcun costo per l’amministrazione dello Sato, ha versato anche al Fondo unico della giustizia alcune migliaia di euro, quale importo di rimborso per le attrezzature elettroniche e degli impianti elettrici ancora funzionanti presenti a bordo della nave. In più dalla stessa nave era stato asportato, sempre in virtù del provvedimento, senza costo alcuno tutto il carburante presente a bordo ed assegnato al comando della Capitaneria di porto di Gallipoli per le esigenze delle motovedette assegnate al compartimento.

Il convoglio, il cui arrivo nel Mar Grande di Taranto è previsto in queste ore, è stato scortato per l’intera navigazione da una motovedetta d'altura della Capitaneria di porto di Gallipoli e monitorata in real-time dalla sala operativa con l’ausilio del sistema di rapportazione e monitoraggio del traffico navale in uso alla guardia costiera.

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Commenti (1)

  • ERA ORA, infatti era una vera vegogna vedere un relitto arruginire nel porto. E' ora che il governo accelleri le procedure di vendita o di smaltimento di tutto il sequestrato.

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