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“Comuni non possono bloccare tagli ai morosi”. Dal Tar sentenza favorevole ad Aqp

Il tribunale amministrativo ha accolto un ricorso dell’Acquedotto pugliese annullando l’ordinanza contingibile e urgente del Comune di Nardò per il ripristino dell’erogazione idrica a beneficio di alcuni condomini morosi. Unica strada utile l’accordo per il pagamento rateale dei debiti

La sede leccese di Aqp.

NARDO’ - Le amministrazioni comunali non possono vietare la chiusura dei contatori dell’acqua da parte dell’Acquedotto pugliese a carico degli inquilini morosi.

Un concetto giurisprudenziale ribadito in una recente sentenza del Tar di Lecce che ha accolto un ricorso di Aqp annullando di fatto un’ordinanza del Comune di Nardò  con la quale veniva disposto  il ripristino dell’erogazione idrica a beneficio di alcuni condomini morosi, in contrasto col provvedimento di sospensione messo in atto dal’ente idrico.

Una questione comune a molte altre realtà della provinciale di Lecce e di molte palazzine popolari di vari comuni, (oltre a Nardò, caos e proteste per la chiusura di contatori hanno interessato in questi mesi anche  inquilini e intere palazzine a Lecce, Gallipoli, e via dicendo) e che in molti casi ha visto privare della fornitura del bene primario quale quello dell’acqua anche le incolpevoli famiglie in regola con i pagamenti, ma penalizzate dalla presenza del contatore unico negli immobili in cui risiedevano anche i clienti morosi.      

“Una sentenza che in realtà” spiegano dalla sede regionale di Aqp di via Cognetti, “si aggiunge a diverse altre, emanate, in casi analoghi, sia dal Tribunale ordinario che da quello amministrativo, confermando, ancora una volta, la correttezza dell’operato dell’azienda, ispirato al principio di buona fede contrattuale, e stigmatizzando l’artificiosità delle pretese dei ricorrenti”.

 La recente sentenza dei giudici amministrativi  in realtà chiarisce in particolare un aspetto specifico del complesso e variegato contenzioso in atto tra Aqp e inquilini non in regola con il pagamento dell’utenza domestica, stabilendo in buona sostanza il principio che le amministrazioni comunali, in questo caso quella di Nardò, non possono ricorrere all’uso dell’ordinanza “contingibile e urgente”, essendo estranee al rapporto contrattuale gestore-utente, per vietare al gestore del servizio idrico l’interruzione della fornitura nei confronti di singoli utenti morosi. Con il conseguente corollario di impedire, di fatto, al medesimo gestore di azionare i rimedi di legge, tesi ad interrompere la somministrazione di acqua nei confronti di utenti non in regola con il pagamento della prevista tariffa.

Nel caso specifico del ricorso per la chiusura di alcune utenze a Nardò il Tar di Lecce nel suo pronunciamento oltre a respingere l’istanza ha inoltre condannato il Comune al pagamento delle spese pari a 1500 euro. Visto l’orientamento dei giudici amministrativi su ricorsi analoghi che hanno visto annullare le disposizioni delle amministrazioni comunali molti Comuni hanno deciso di non emanare più ordinanze “contingibili e urgenti”, ma di limitarsi a fungere da intermediari per arginare i contenziosi e consentire il ripristino dei contatori in breve tempo a seguito di versamenti concordati in acconto e piani di rientro per il pagamento residuo dei debiti accumulati dai morosi.       

In tale direzione l’ufficio comunicazione di Acquedotto Pugliese, per sottolineare ancor più la liceità della prassi adottata dall’ente idrico, in questo come in altri casi, rammenta che la società di via Cognetti “mette a disposizione dei clienti morosi una serie di strumenti volti a ripianare le situazioni debitorie prima di ricorrere alla sospensione della fornitura, a cominciare dalla concessione di piani rateali. Al netto della morosità incolpevole di singoli utenti, già salvaguardata dallo strumento del “bonus idrico” concesso dall’Acquedotto pugliese” spiegano ancora da Aqp, “va sottolineato che il Metodo Tariffario Nazionale fa gravare sulle bollette dei cittadini in regola, fortunatamente, in Puglia, la grande maggioranza, anche il costo delle morosità non recuperate. Tutto ciò al fine di far comprendere che, perseguendo le morosità colpevoli, Aqp salvaguarda soprattutto l’equità delle bollette a carico di tutti gli altri cittadini.

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