Notizie da Gallipoli

Si allarga il fronte del no alla cava in località “Arpa”. Conferenza dei servizi rinviata

Ieri un sit-in nei pressi del municipio di Alezio del comitato civico che si oppone alla realizzazione di una cava d’argilla

ALEZIO - Si allarga il fronte del no la realizzazione della cava d’argilla localizzata nel territorio di Alezio, in località “Arpa”. Alla battaglia pacifica avviata dal comitato civico "Salviamo l’Arpa” si sono aggiunte nuove adesioni e prese di posizione da parte di associazioni, tra le quali anche Italia Nostra e Gallipoli Futura, e di semplici cittadini in attesa di conoscere il responso da parte della Regione e della conferenza dei servizi che dovrà definire il destino della cava da realizzare nelle campagne al confine di Alezio con i territori di Gallipoli, Parabita, Taviano e Matino. Al momento la situazione è in stand by visto che dopo un primo rinvio della seduta del 28 maggio scorso anche la riunione della conferenza dei servizi già indetta per la giornata di ieri è stata rimandata, anche per  l’indisponibilità del responsabile del procedimento, a data da destinarsi. La riunione tecnico-politica dovrà valutare e discutere il progetto avanzato dalla società “Geoambiente” relativo all’apertura di una cava per l’estrazione di argilla, estesa 50 mila metri quadri e profonda 21 metri, da realizzarsi il località Arpa, a circa un chilometro e mezzo dall’abitato (ai confini con i territori di Matino e Parabita), sulla provinciale tra Alezio e Taviano.

Un progetto che è stato valutato dagli oppositori, in prima battuta, “particolarmente invasivo” per il territorio tanto che già l’amministrazione comunale uscente di Alezio aveva espresso un parere contrario, ma non vincolante, alla realizzazione dell’impianto estrattivo. In direzione analoga sembra essersi orientata anche la nuova amministrazione guidata dal neo sindaco Andrea Barone che sta seguendo da vicino l’evolversi della situazione e si è già attivata per aver un supporto tecnico-amministrativo e anche legale. Il comitato “Salviamo  l’Arpa” dopo la marcia di sensibilizzazione del 20 maggio scorso (che dal sagrato della Lizza ha attraversato le strade del paese fino al Parco Don Tonino Bello) prosegue nella raccolta di firme per esprimere il proprio dissenso alla realizzazione della cava. La petizione sarà presentata al presidente della Regione, Michele Emiliano, al presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, al prefetto e al Comune di Alezio.

“Dalle osservazioni presentate da alcune associazioni aletine emerge il timore che vi siano ripercussioni negative sulla salute pubblica provocate dalle polveri che verrebbero sollevate dagli scavi ed è anche riportata la paura che un’escavazione così profonda possa sollecitare emissioni gassose dal terreno, in particolare di gas Radon” scrivono dal comitato civico, mutuando quanto si legge nelle osservazioni depositate presso il Comune di Alezio da parte della Pro loco locale. Il fronte del no alla realizzazione della cava sottolineata inoltre la circostanza che “la zona interessata dal progetto è storicamente detta ‘Coline’ perché verso essa confluiscono le acque piovane provenienti dalle alture di Matino e Parabita e si teme che possa essere alterato l’equilibrio idrico della falda superficiale e determinato un minore apporto di acqua al canale Samari, sistema idrico naturale dell’area umida Li Foggi all’interno del Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea e Litorale Punta Pizzo”. Sollevati anche forti dubbi in merito ad un’incidenza negativa sulle attività agricole circostanti e per la vicinanza al sito archeologico della necropoli messapica. L’analisi tecnica e progettuale dovrà fugare o meno ogni timore e verificare la fattibilità del progetto. 

Anche Gallipoli Futura dice “no” alla cava

Anche il presidente Luigi De Tommasi e alcuni rappresentanti dell’associazione di Gallipoli Futura hanno partecipato alla manifestazione tenutasi ad Alezio per segnare la propria contrarietà al progetto di realizzare una cava di argilla nella campagna aletina, quella più produttiva dal punto di vista agricolo, ma anche a ridosso del canale dei Samari e del Parco naturalistico di Punta Pizzo. “Lo scempio che si vuole realizzare che lambisce il territorio di Gallipoli ed una zona delicata dal punto di vista idrogeologico ed ambientale, è quanto di più irresponsabile che si possa pensare e realizzare, aggiungendo altro scempio al territorio salentino” accusano dal sodalizio gallipolino. L’associazione ha levato un grido di protesta anche contro la classe dirigente e politica del territorio pugliese definita “sorda alle esigenze della popolazione”.

Il presidente De Tommasi e Gallipoli Futura hanno stigmatizzato altresì il comportamento del sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva additato perché  “molto sensibile a dare pareri nettamente contrastanti come successo di recente per una conferenza dei servizi nella quale nel giro di pochi mesi e senza alcuna motivazione ha segnato  un cambio di rotta, non sente invece la necessità, ma neanche l'opportunità di esprimersi nel merito di un disastro ambientale che vede la vicina città di Alezio per ora penalizzata da un progetto che se realizzato penalizzerà anche il territorio di Gallipoli”.

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