Notizie da Gallipoli

Ordigni, insorgono Sap e Uil: "Rischio emulazione e problemi sottovalutati"

Due carabinieri feriti e una volate di polizia danneggiata. Episodi che riaprono antiche ferite del commissariato jonico

Il commissariato di Gallipoli.

GALLIPOLI – La storia ha fatto molto rumore. E non solo per i boati. E’ stato proprio il gesto, coordinato, per quanto partorito probabilmente da menti vandaliche e non da sfere più alte, a lasciare stupiti. Le bombe carta lanciate nella notte di sabato prima contro due carabinieri, finiti al pronto soccorso con traumi uditivi, poi sotto una volante del commissariato di polizia, hanno di certo sortito l’effetto di riaprire antiche ferite mai guarite. Nel Salento si parla di rinforzi a ogni picco di febbre sul termometro dell’emergenza, ma poi tutto resta lettera morta. E lo dicono forte e chiaro due sindacati, il Sap e la Uil Polizia, richiamando entrambi le promesse da sempre avanzate, mai mantenute fino in fondo. Come dire: la parola “rinforzi” campeggia sulle bocche di molti, ma poi resta lettera morta.  

Quanto accaduto, poi, non è da sottovalutare, comunque si voglia vedere la faccenda. “E’ un vile gesto che non può essere catalogato semplicemente come bravata”, sbotta il segretario provinciale della Uil Polizia, Salvatore Annesi. “Queste vigliaccherie sono estremamente gravi”, fa eco il suo omologo del Sap, Carlo Giannini. Entrambi, in nome delle loro sigle, esprimono solidarietà piena anche ai due colleghi carabinieri del Norm gallipolino, che hanno rischiato più di tutti, trovandosi all’improvviso investiti da un boato, in mezzo a una nuvola di fumo carica di polvere da sparo.  

“Non strumentalizziamo l’accaduto, ma con responsabilità evidenziamo un atto intimidatorio che è stato effettuato con estrema facilità e che può essere emulato”, dicono dal Sap. Sindacato che lamenta: “La politica continua a non dare risposte alla provincia di Lecce; registriamo, ancora una volta, che nessuno sforzo è stato proteso affinché arrivassero rinforzi alla questura e ai commissariati della provincia, in particolare a Gallipoli”. Una città, quest’ultima, per la quale “negli ultimi anni sono stati fatti scorrere solo fiumi di parole dai vertici istituzionali succedutisi”.

Per la Uil, quanto avvenuto, è un “attacco frontale alle istituzioni. E tali episodi, per Annesi, “possono essere associati a quanto accaduto a Bologna lo scorso 27 novembre, quando un ordigno rudimentale è stato fatto esplodere all’ingresso di una caserma dei carabinieri, tanto da provocare ingenti danni alla struttura”.

Mentre Giannini ricorda “che meno di un mese fa sono state trasferite oltre mille unità della polizia di Stato in tutta Italia e per l’ennesima volta abbiamo preso atto purtroppo della dimenticanza nell’invio di personale in questa provincia, nonostante le vane promesse di un’estate addietro del ministro dell’Interno in persona”. E il cruccio è questo: il commissariato di Gallipoli ha ventisette unità ed è difficile mantenere attivo, secondo il Sap, un servizio di soccorso pubblico 24 ore su 24.

E intanto, ricorda ancora Giannini, di fronte ad “autorità di pubblica sicurezza lontane, assenti e arrese sulle difficoltà lavorative”, ogni giorno, “uomini e donne della polizia affrontano con dedizione controllo del territorio, servizi burocratici, scorte, indagini, ordine pubblico ogni maledetta domenica, e mille altre tipologie”. Con l’età media che si solleva, tanto “a Lecce si attesta sui 50 anni”. La richiesta, quindi, è di mobilitarsi perché “non esiste sicurezza di serie A e sicurezza di seria B”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Annesi della Uil, che a sua volta rimarca “lo stato di precarietà in cui versa il commissariato della cittadina jonica, ufficio costretto a far fronte a una realtà territoriale tra le più complicate del Salento, ma al quale il Dipartimento da anni non assegna un numero adeguato di risorse umane e mezzi”.

Nel caso in questione, poi, dalla Uil si rimarca anche come la situazione logistica abbia giocato un suo ruolo. L’edificio in cui sorge il commissariato sembra inadeguato alle funzioni, e ospita, tra l’altro, al pian terreno, anche un esercizio commerciale. E già nel dicembre del 2014 fu collocata una bomba carta sotto una volante.  

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