Notizie da Gallipoli

Piano del porto “affonda”. Seduta deserta e nota al prefetto della minoranza

Assenza della maggioranza anche nella seconda convocazione. Accuse di Fasano, Cataldi, Quintana e Fiore anche a Solidoro

GALLIPOLI - Il nuovo Piano del Porto “affonda” per la nuova diserzione della seduta del  consiglio comunale a Palazzo Balsamo da parte della maggioranza e salta anche la seconda convocazione dell’assise. Anche questa mattina, come avvenuto già nella prima convocazione del 30 ottobre scorso, l’assenza in blocco dei consiglieri della maggioranza e anche del presidente dell’assise in particolare fa saltare la discussione ed è nuova bagarre, con i quattro consiglieri comunali che avevano richiesto la riunione dell’assise, Flavio Fasano, Caterina Fiore, Sandro Quintana e Giuseppe Cataldi che lamentano con forza l’atteggiamento definito “oltraggioso della democrazia” da parte del sindaco Stefano Minerva e della sua maggioranza. Seduta deserta quella di questa mattina. E la questione politica e amministrativa viene denunciata pubblicamente  con un manifesto pubblico che sarà affisso già da domani mattina sulle plance cittadine e con una nota informativa fatta recapitare, via pec, direttamente sul tavolo del nuovo prefetto, Maria Teresa Cucinotta, con la quale oltre a ricostruire i due episodi nei quali non si è potuta svolgere l’assise comunale, il capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano e gli altri tre consiglieri richiedenti, chiedono degli interventi urgenti al fine di “ristabilire l’agibilità democratica” e ponendo sul banco degli imputati anche il comportamento del presidente del consiglio comunale, Rosario Solidoro.           

All’appello nell’aula consiliare figuravano solo i quattro consiglieri proponenti che hanno attaccato duramente proprio il presidente dell’assise, anch’egli assente e sostituito dal consigliere “anziano” dell’opposizione Giuseppe Cataldi. Niente numero legale e nuova bagarre con Fasano e gli altri consiglieri Fiore, Quintana e Cataldi che hanno parlato di vera “profanazione della democrazia”. In particolare l’assenza del presidente Solidoro è stata ulteriormente stigmatizzata dai quattro consiglieri della minoranza in quanto, a loro dire, “effettuata ad hoc perché altrimenti in seconda convocazione avrebbe reso valida la seduta”. Un fatto valutato e segnalato al prefetto come “particolarmente grave poiché potrebbe integrare l’adozione di provvedimenti ben diversi dalla mera reprimenda poiché, venendo meno al suo obbligo di legge di presenziare e presiedere il consiglio, ha di fatto impedito l’esercizio di un pubblico ufficio, e tale non può che essere anche il consiglio comunale in seduta pubblica”. Il tutto mentre nello stessa mattinata lo stesso presidente Solidoro si è comunque poi recato in Comune per convocare una nuova seduta della conferenza dei capigruppo per il prossimo 8 novembre nella quale sarà discusso l’inserimento di nuovi punti all’ordine del giorno e la data del prossimo consiglio comunale. Un fatto quest’ultimo ulteriormente “contestato” dai consiglieri di minoranza.     

Gli stessi consiglieri Fasano, Quintana, Fiore e Cataldi hanno annunciato che provvederanno, con immediatezza, ad informare il prefetto “sulla gravità di quanto accaduto” anche perché ritengono “vi sia stata una grave e palese omissione ai danni del pieno esercizio del diritto dei consiglieri comunali di richiedere e svolgere le riunioni dell’assise su temi fondamentali per la vita pubblica della città”. Incalzante l’avversione verso il duo Venneri-Minerva da parte della frangia dell’opposizione per la mancata trattazione dell’argomento e della delibera proposta sulla portualità nella quale erano contemplati anche i nuovi indirizzi relativi alla darsena della Bleu Salento e all’ampliamento del porto turistico di Porto Gaio.

“Il duo Venneri- Minerva ha prodotto i suoi nefasti effetti” lamentano i quattro consiglieri, “non si sono presentati, per due volte consecutive, al consiglio comunale convocato su richiesta di quattro consiglieri ed hanno disertato vigliaccamente l’assiste istituzionale più alta che un Comune possa avere. Anche oggi è stata disertata da tutta la maggioranza la seduta del consiglio comunale convocato su nostra richiesta: Minerva non vuole spiegare alla città perché ha cambiato parere su Porto Gaio e non vuole dire perché ha dato la possibilità ad un imprenditore di Nardò di costruire un porto privato di enormi dimensioni in contrasto con l’interesse pubblico per un porto comunale. e ancora il sindaco Minerva non vuole spiegare il perché, dopo un anno e mezzo dalla sentenza definitiva del Consiglio di Stato sulla darsena Bleu Salento, dichiarata illegittima, non ha provveduto ad una forma di gestione diretta comunale, né ha tutelato i lavoratori: ha solo creato un grave danno erariale. Noi consiglieri comunali denunciamo la grave inagibilità democratica posta in essere dal duo Venneri-Minerva, con la complicità dell’intera maggioranza consiliare, ed invitiamo tutti i cittadini alla mobilitazione permanente utilizzando ogni forma di lotta civile per dire basta con questi soprusi”.

Minerva e la maggioranza: “Accuse strumentali”  

A margine della seduta andata deserta, e preso atto delle iniziative già annunciate dopo la seduta saltata in prima convocazione dagli oppositori, non si è fatta attendere la replica della maggioranza del sindaco Stefano Minerva. "È singolare che oggi qualcuno gridi allo scandalo per comportamenti che in passato, con responsabilità di governo, ha realizzato ed avallato a più riprese. Capita, purtroppo, a chi ha memoria storica ad intermittenza o, meglio ancora, a convenienza” si legge in una nota di replica giunta da Palazzo di città. “Non esiste alcun  attentato alla democrazia, nessun golpe, nessuna azione vigliacca della maggioranza” incalzano sindaco e gruppi di maggioranza, “che, va ricordato bene a qualche smemorato, ha il compito democraticamente affidato dal responso elettorale di dettare l'agenda di governo, secondo le proprie linee programmatiche e nei tempi da essa ritenuti opportuni. Non è un caso, a conferma di ciò, che la legge ponga in capo proprio alla maggioranza consigliare l'onere di garantire lo svolgimento dei consigli comunali ritenuti essenziali per  l'azione amministrativa del Comune, quale quelli sul bilancio. Altro non  dice e pertanto ogni ricostruzione diversa fatta da chi ha il solo interesse a screditare l'operato dell'esecutivo e della maggioranza è frutto di ricostruzioni parziali e tendenziose e come tali prive di fondamento giuridico e regolamentativo”.

Il primo cittadino e l’amministrazione comunale tendono dunque a rispedire al mittente ogni sorta di accuse e di attacco dopo la doppia diserzione in consiglio. “Non vi è stata alcuna inagibilità democratica, né dei consiglieri di maggioranza, né del presidente dell'assise civica” sottolinea la nota di replica, “il cui compito di autorità super partes si concretizza nel moderare i lavori del consiglio e nel garantire i diritti dei consiglieri previsti da leggi e regolamenti e non certo i desiderata di parte. Ed in questo l'attuale presidenza è sempre stata inappuntabile. Nel caso specifico, quello della portualità, poi, si sta perseguendo un iter il cui unico obiettivo è esclusivamente l'interesse della città di Gallipoli. Infine, ci lascia sbigottiti” concludono, “che a puntare il dito contro sia chi, sistematicamente, ad ogni chiusura di consiglio, ne  violi il regolamento sulle riprese video, pubblicando sui social stralci dell'assise civica, in spregio a quanto previsto appunto dallo strumento regolamentativo. Ma d'altronde, per qualcuno, le leggi si applicano per i nemici e si interpretano per se stessi".

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