Notizie da Gallipoli

Gallipoli: lidi aperti tutto l'anno, il Tar ha detto sì

Dopo la circolare esplicativa dell'assessore Minervini anche il Tribunale amministrativo da ragione ai gestori degli stabilimenti di Gallipoli. Ben 12 strutture ricettive si erano opposte alla diffida

Una spiaggia di Gallipoli (foto di Vittorio Calosso)
Lidi e spiagge libere attrezzate aperte tutto l'anno. Ora si può. E sul litorale gallipolino possono tirare un sospiro di sollievo ben dodici strutture ricettive che si erano opposte al provvedimento di smobilitazione intimato dall'Ufficio tecnico comunale. Pedane e chioschi, o meglio tutte le strutture non invasive, possono rimanere sull'arenile per favorire l'apertura anticipata degli stabilimenti e il montaggio più agevole per la prossima stagione. Con la possibilità, tempo permettendo, di favorire servizi di destagionalizzazione in riva al mare. Anche in inverno. Certo la pioggia e le temperature attuali e prossime rovinano un po' la festa. Ma appena il bel tempo ritornerà a fare capolino sul litorale gallipolino, i gestori dei lidi potranno godere della loro personalissima "vittoria". Era intervenuta già nei giorni scorsi una circolare esplicativa sull'ordinanza della balneazione (che entrerà in vigore dopo la data ultima fissata per smontare le strutture balenari) dell'assessore regionale al Demanio, Guglielmo Minervini, a mettere un po' d'ordine alle cose. Ora è stata depositata anche la recente sentenza del Tar di Lecce che ha accolto il ricorso dei gestori (difesi dall'avvocato Gianluigi Pellegrino) contro la decisione del Comune di Gallipoli.

Già la circolare regionale "legittimava" gli stabilimenti a proseguire l'attività ben oltre il 31 ottobre, data ultima della conclusione della stagione balneare. A supporto anche la motivazione del Tribunale amministrativo che in un passo del provvedimento evidenzia l'incongruenza per i gestori di dover smontare tutto entro il 31 ottobre, quando la fine della stagione balneare viene fissata solo un giorno prima ovvero il 30 ottobre. L'avvocato Pellegrino da par suo spiega di aver evidenziato in sede dibattimentale "l'assurdità del dover smontare per pochi mesi e poi rimontare strutture poste a servizio di spiagge libere attrezzate che i gestori, che peraltro si occupano anche della pulizia dell'arenile e del litorale spesso invece lasciati al degrado e all'incuria, hanno invece facoltà di mantenere vista l'ordinanza sulla balneazione e vista, da qualche giorno anche la nuova circolare aggiuntiva"

Tra l'altro la decisione del Comune (legittima se si considera la vacatio formale della legge), si scontrava anche con le nuove direttive del Prg approvato definitivamente dalla Giunta regionale e che tra l'altro prevede proprio la possibilità che i servizi balneari possono rimanere in piedi per tutto l'anno in quanto tipizza le zone interessate come strutture turistico ricettive esistenti. E senza dimenticare che la stessa legge regionale 4 bis, prevede il "mantenimento per l'intero anno delle strutture precarie e amovibili funzionali all'attività turistico-ricreativa" e che la vecchia amministrazione Venneri, con delibera del Consiglio comunale (al vaglio anche di un'indagine giudiziaria) aveva trasformato quelle zone del litorale da zone "bianche", assimilabili dunque alle zone agricole, a "zone costiere" e quindi di interesse turistico con strutture ricettive.

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